giovedì 22 luglio 2010

Siegmund

Tra la Stazione NB ed il corpo centrale della clinica che contiene pure il Reparto Maternità c'è uno stretto cortile interno, ma è come se ci fosse una cesura spazio-tempo col filo spinato o i cocci aguzzi di bottiglia sopra. In mezzo ci sono più di diciotto mesi di rielaborazione, attesa, tenacia, il Tempo Perduto che galleggia, la nebbia a banchi della malinconia. 
C'è il rimpianto di aver sognato l'ascesa al Reparto Maternità dal lato della Via Dolorosa. 

E poi c'è domenica notte. Siegmund. 

La Stazione NB resta due piani sotto, la guardo finalmente dall'alto della Neugeborenenzimmer e oggi torniamo a casa. In tre. 
Siegfried, io e nostro figlio Siegmund.

lunedì 5 luglio 2010

Persecuzioni da esportazione

Allora, dovete sapere che circa un'ora e mezza fa me ne stavo con la luna già storta qui di fronte al pc, in preda al mal di stomaco. Suonano. Sono ancora loro, delle connazionali appartenenti ad una famosissima setta convinta dell'imminente fine del mondo e votate al proselitismo molesto. In Italia sono celebri soprattutto per le loro incursioni alle otto della domenica mattina. Ho già risposto almeno altre tre volte che non sono interessata e, francamente, trovo pure un po' inquietante l'idea che queste signore passino il tempo a girare per i vari quartieri di D'dorf, armate di taccuino e penna, a schedare nomi ed indirizzi di italiani da sfiancare. Già i miei dati personali sono abbastanza diffusi, con o senza il mio consenso, ma che poi si usino pure per venirmi a massacrare così, all'estero, no! Questi sono metodi un po' da Stasi, scusate.
Quando un paio di settimane fa ebbi a lamentarmene con la sagace Alessandra, lei (da brava toscanaccia) mi suggerì di usare il metodo di suo fratello: imbambolarli col repertorio del conte Mascetti fino a farli desistere. Ammetto che ho provato a farlo davanti allo specchio, ma mi veniva troppo da ridere. E oggi, come già detto, avevo pure il mal di stomaco a guastarmi abbastanza la vita. Sono stata un po' rude, perciò, e ho sibilato al citofono che il solo fatto di essere italiana anch'io non le autorizza a venirmi a rompere puntualmente (ed inutilmente) l'anima.
Basterà..?
Malessere urbano
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domenica 4 luglio 2010

Spaghetti e tormenti

Spaghetti
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Ormai è notorio: anch'io ho le mie rigidità. Pur vivendo in Germania, non sono disposta ad accettare sempre compromessi, e uno degli ambiti in cui questa mia ostinazione viene drammaticamente subito a galla è quello alimentare. Sere fa, Siegfried ed io sedevamo ai tavolini all'aperto di un ristorante abbastanza pretenzioso, in compagnia di uno zio. Mentre loro parlavano, mio sguardo vagante si fissa sulla coppia alle spalle dell'ignaro zio, ed ecco mutare d'improvviso la mia espressione in un moto di disgusto. La signora, che poi è elegante, curata e con un certo stile, parla tutta civettuola mentre è intenta ad affettare i suoi spaghetti col coltello.

spaghetti al pugno chiuso
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Lo zio probabilmente pensa: "Il caldo le fa veramente male, poveretta..", mentre i miei angoli della bocca si piegano ulteriormente in direzione del suolo. E io continuo ad osservare quella barbarie, chiedendomi com'è possibile che una donna della mia età, forse anche più giovane, che sicuramente ha viaggiato e sarà stata almeno una volta in vita sua in Italia, commetta quest'oscenità. Affetta, aggiusta il misero blocchetto sulla forchetta, cerca di portarla alla bocca senza disperderne troppi. Non mi posso capacitare. Improvvisamente ricordo i miei mesi dopo la laurea, quelli passati a risparmiare soldi per venire a trovare Siegfried facendo la cameriera in un ristorante che accoglieva periodicamente gruppi di anziani inglesi e tedeschi, e rivedo lo stesso gesto, fatto però da mani più rugose e giustificabili.

Spaghetti with zucchini and tomato sauce
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Poi penso a me, che quando vado a mangiare cinese o giapponese probabilmente sembrerò maldestra, con quelle bacchettine in mano, e che forse in questo caso mi comporto un po' da bacchettona.. Però! Se c'è il rischio di vedere gli avventori dare questo pessimo spettacolo di sè, ristoratori tedeschi, avete proprio bisogno di proporre gli spaghetti? C'è tanta di quella pasta, come alternativa!
Ho avuto l'ispirazione di scrivere questo post leggendo su un social network l'aggiornamento di stato di un mio amico attualmente in vacanza, il quale osserva saggiamente che, sebbene la Germania abbia raggiunto la semifinale (e come, poi! Che cappotto..) ciò non giustifica i suoi abitanti a commettere simili scempi. Eh, no.