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Ormai è notorio: anch'io ho le mie rigidità. Pur vivendo in Germania, non sono disposta ad accettare sempre compromessi, e uno degli ambiti in cui questa mia ostinazione viene drammaticamente subito a galla è quello alimentare. Sere fa, Siegfried ed io sedevamo ai tavolini all'aperto di un ristorante abbastanza pretenzioso, in compagnia di uno zio. Mentre loro parlavano, mio sguardo vagante si fissa sulla coppia alle spalle dell'ignaro zio, ed ecco mutare d'improvviso la mia espressione in un moto di disgusto. La signora, che poi è elegante, curata e con un certo stile, parla tutta civettuola mentre è intenta ad affettare i suoi spaghetti col coltello.
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Lo zio probabilmente pensa:
"Il caldo le fa veramente male, poveretta..", mentre i miei angoli della bocca si piegano ulteriormente in direzione del suolo. E io continuo ad osservare quella barbarie, chiedendomi com'è possibile che una donna della mia età, forse anche più giovane, che sicuramente ha viaggiato e sarà stata almeno una volta in vita sua in Italia, commetta quest'oscenità. Affetta, aggiusta il misero blocchetto sulla forchetta, cerca di portarla alla bocca senza disperderne troppi. Non mi posso capacitare. Improvvisamente ricordo i miei mesi dopo la laurea, quelli passati a risparmiare soldi per venire a trovare Siegfried facendo la cameriera in un ristorante che accoglieva periodicamente gruppi di anziani inglesi e tedeschi, e rivedo lo stesso gesto, fatto però da mani più rugose e giustificabili.
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Poi penso a me, che quando vado a mangiare cinese o giapponese probabilmente sembrerò maldestra, con quelle bacchettine in mano, e che forse in questo caso mi comporto un po' da bacchettona.. Però! Se c'è il rischio di vedere gli avventori dare questo pessimo spettacolo di sè, ristoratori tedeschi, avete proprio bisogno di proporre gli spaghetti? C'è tanta di quella pasta, come alternativa!
Ho avuto l'ispirazione di scrivere questo post leggendo su un social network l'aggiornamento di stato di un mio amico attualmente in vacanza, il quale osserva saggiamente che, sebbene la Germania abbia raggiunto la semifinale (e come, poi! Che cappotto..) ciò non giustifica i suoi abitanti a commettere simili scempi. Eh, no.