martedì 22 marzo 2011

A quando..?

Questo è un piccolo post di servizio e contemporaneamente uno sfogo.
Oggi è l'ultimo giorno col nostro vecchio gestore di telefonia fissa e web e da domani potrei restare senza linea. Ci abbiamo pensato per tempo, due mesi fa, a disdire e stipulare immediatamente un contratto più vantaggioso con un altro operatore,  che perciò aveva tutto il tempo di organizzare il passaggio e la spedizione del nuovo router in modo da non lasciarci eccessivamente a lungo a piedi, noooo?
No! 
Perché, dopo l'iniziale black-out di giovedì, ho scoperto che non era nemmeno stato spedito il router ("Al massimo uno-due giorni di pazienza signora", mi fa l'operatore. Sì, come no..). Ieri sera richiamiamo il numero verde ed una voce registrata ci annuncia che potrà durare fino al 6 aprile al massimo. Ma come? 
Sapete qual'è la cosa che maggiormente mi irrita? 
Che qui come in Italia le compagnie telefoniche credono di darmi un contentino chiedendomi di valutare "la cortesia dell'operatore del call center". Mi mandano una mail (qui) o un sms (in Patria), e credono che così mi sfogherò. Facile, così, dare la colpa ad una donna o un uomo collegato con delle cuffiette davanti ad un pc! Troppo facile! È con voi, che me la voglio prendere, cialtroni! 
Come definire quest'atteggiamento? Cannibalismo sociale indotto?
Nel dubbio vi saluto fino al 6 aprile, perché tanto già me l'immagino come finirà.

martedì 15 marzo 2011

Cronache di un trentaseiesimo compleanno

Come si trascorre il primo compleanno interamente da madre (l'anno scorso non vale, perché Siegmund c'era, sì, ma non s'era ancora manifestato in tutto il suo sfolgorante splendore)?
Per iniziare, ci si procura un dolce che non resti spiaccicato nel bagagliaio del passeggino e durante il tragitto per le 6-rampe-6 (vi ricordo che nel Palazzo Siegfried non c'è l'ascensore). Un Marmorkuchen, nel mio caso. Ricoperto di cioccolata, tiè. Poi si inaugura il nuovo rossetto acquistato per l'occasione il giorno prima e, contemporaneamente, ci si augura di usarlo più spesso di tutti i suoi simili.
Quindi si punta il passeggino-Apecar in direzione centro e s'inizia a rovistare per le profumerie della Kö. Si ripensa al consiglio di Piperpenny e, cerca cerca, con fare trionfante si infila nel bagagliaio l'elegante bustina cartonata contenente Petits et Mamans di Bulgari, in versione senz'alcool.
Perché per un primo compleanno da mamma il regalo più adatto è qualcosa da condividere con la prole. Olfattivamente, nel nostro caso.


Sulla via del ritorno ci si ferma al supermarket biologico (uno dei miei negozi preferiti qui a D'dorf, insieme al negozio di Petit Bateau ed allo Stern-Verlag) per acquistare due bottiglie di Dunkles Weizen senz'alcool (tutto senz'alcool, qui!) per il brindisi, dal momento che ancora sono di servizio mucca.. (Siegmund mica è fesso! Ha rifiutato il biberon in tutti i modi, con un'ostinazione particolarmente commovente quanto sdegnata e, considerando l'odore del liquido bianco che abbiamo tentato di propinargli, non c'è nemmeno di che biasimarlo)
Infine, si aspetta il sabato e, dopo aver scodellato la cena all'omino si va con lui e suo padre al ristorante giapponese qui vicino a scofanarsi al buffet di sushi.
Lasciatemi dire una cosa: questi 36 anni sono più facili da portare dei 35. Sono più leggeri, casual direi.


P.S. Serio. Oggi mi sono messa a piangere ripensando alle foto dei bimbi del terremoto giapponese. Non posso pensare a cosa potrebbe succedere loro nell'eventualità peggiore e voglio che ne' mio figlio ne' nessun altro piccolo (o grande) rischi la stessa cosa in Italia, che al rischio sismico (io c'ero, nel 1997, in Umbria, e non sono stati affatto begli attimi) unisce pure un dissesto idrogeologico in continuo peggioramento - con l'ulteriore aggravante che da noi le imprese che vincono gli appalti  per le grandi opere spesso non hanno l'accuratezza (ne' la trasparenza) nipponica, come i continui scandali inducono a sospettare. 
Io dico NO, no e poi no al ritorno dell'energia nucleare.

P.P.S. delle 18:51. Scusate ma dovevo dare la cena a Siegmund e poi ormai lo sapete che sono rimbambita.. Grazie, davvero grazie, per tutti gli auguri ricevuti. Mi avete commossa.

giovedì 10 marzo 2011

10.03.2011

36
http://www.flickr.com/photos/lwr/42102706/
.. di già?

martedì 8 marzo 2011

La quinta stagione

Premessa: ieri è stato il Rosenmontag, il lunedì di carnevale, e nelle città del Nordrhein-Westfalen era una giornata di grandissima festa. Sabato mattina, approfittando dell'occasione, Siegfried ed io ce ne siamo andati a Münster col piccolo e siamo tornati in serata, dopo aver assistito ai festeggiamenti. Ora, io credevo di avere imparato a conoscere un po' i tedeschi in tutti questi anni di più o meno assidua, ma pur sempre continua frequentazione.. Invece sono stati capaci di stupirmi ancora.
Die fünfte Jahreszeit
http://www.flickr.com/photos/gnal/4095655990/
Prendiamo tutti i luoghi comuni che di solito si associano a questo popolo: inquadrati, precisi, in grado di bilanciare lo scarso senso dell'umorismo con una rara propensione alla praticità (che spesso va a scapito dell'estetica).  Vanno in giro con abiti scuri da impiegati (grigi, neri, toh!, al massimo blu o marrone), con scarpe che nella stragrande maggioranza mettono tristezza nella loro funzionale banalità, tutti ordinati in fila per qualsiasi cosa. Precisi, raramente chiassoni. Ordinatissimi e rispettosi delle regole.
Eppure semel in anno licet insanire e così, per alcuni giorni - die fünfte Jahreszeit, la quinta stagione appunto- questo popolo perde improvvisamente e collettivamente il controllo, si agghinda con divise ridondanti, coloratissime e sormontate di cappelli al limite del ridicolo, per salire su palchi e carri allegorici ed urlare a squarciagola ad ogni passante: "Helau!". Il tutto, ovviamente, condito da caramelle, pacchetti di patatine o popcorn buttati ai bambini più o meno giovani assiepati lungo il percorso, Schlagermusik imbarazzante (immaginatevi: la musica di Va Pensiero in chiave techno, con testo in tedesco. Non cantato, perché al massimo si potrebbe pure tollerare, bensì berciato.) e, soprattutto, ettolitri di birra. Credete che questo rimbambimento generale riguardi soltanto bambini e studenti? È proprio qui che vi state sbagliando! A causa della mia scrupolosa attenzione per la sfera privata individuale eviterò di postare le foto in cui ho immortalato i vari capi delle associazioni carnevalesche.. Ma ve li lascio immaginare.
Ieri sera siamo tornati a D'dorf e, camminando verso casa (la circolazione dei tram è andata pure lei a farsi benedire), abbiamo incontrato gruppi sparsi di maschere ciondolanti per la sbornia, di ritorno dalla parata. Mi son chiesta, dentro di me: ma stanotte quanti si ritroveranno in ospedale? E, soprattutto: ma un giorno toccherà anche a mio figlio? Pauraaaaaaaaaaaaaaaaa!
Nel frattempo, a tutti voi: Helau!
E scusate se non mi dilungo sulla data odierna che, precedendo di due giorni il mio natalis dies, per me è sempre stata relativamente di pochissimo conto.
Helau!


mercoledì 2 marzo 2011

You live, you learn

Quand'ero piccola, una delle cose che maggiormente mi dispiacevano era sentir ripetere più volte al giorno a mia madre la seguente frase: "Ma sembra che tu me lo faccia apposta!".
Ovviamente, io non facevo apposta. Ero una bambina vivace, ma non avevo intenzioni malvage. E dover ascoltare quotidianamente questa tiritera mi rendeva molto malinconica..
Siegmund ha iniziato a muoversi da una decina di giorni. Non sa ancora gattonare, ma striscia puntando le ginocchia e trascinando i braccini. E non sta fermo un attimo, tutto lo incuriosisce e lo attrae. Soprattutto quello che ne' Siegfried ne' io avremmo mai immaginato..

Non ripeterò gli sbagli di mia madre. Se mio figlio va a infilare i ditini nella presa della corrente significa soltanto che è un bimbo curioso ed attivo, tanto meglio per lui.
Però..