giovedì 29 dicembre 2011

Articolo 31 - riflessioni.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.


Senza l'apporto dei nonni la famiglia italiana non potrebbe sopravvivere, ne' socialmente ne' economicamente. Punto.
Salvo una eccezione, tutte le mie amiche e conoscenti mamme sfruttano la disponibilità di madri e suocere per combinare vita professionale ed incombenze coi figli. Fino a stamattina, però, mi limitavo a credere che i nonni - anzi, le nonne - fossero il perfetto surrogato dell'asilo nido e/o del doposcuola. Al massimo immaginavo che si potessero prestare ad accompagnare i nipotini in piscina o in palestra.

Grandma
Mi sbagliavo. 
La Nonna è anche il soggetto ideale da spedire di prima mattina, con la brina che imperla i prati ed il vapore che esce dalle narici come fumo di drago, a tenere il posto dal pediatra. Dopo ore di paziente attesa, l'anziana opportunamente munita di cellulare avverte i suoi discendenti: "Ne abbiamo solo due davanti!", che finalmente si recano al luogo pieno di piccoli untori. 
Care madri italiane che mi leggete, stamattina ho scoperto l'acqua calda.
P.S. La iNonna 2.0 è venuta con noi, nel caso specifico, dal momento che Siegmund non è abituato ai viaggi in auto. Avere una persona accanto lo calma immensamente. Anch'io ho approfittato della Santa Donna a cui debbo la vita, non mi vergogno di ammetterlo.
Grazie a tutte le Nonne Italiane.

domenica 25 dicembre 2011

Natale italiano

Avevo pensato ad un post più discorsivo, ma poi mi sono accorta che stavo prendendo una brutta china. Oggi non mi pare il caso: nonostante il raffreddore che Siegmund s'è portato la settimana scorsa dalla Germania abbia attaccato pure la iNonna 2.0 e me, è pur sempre Natale - perciò vi grazierò.

Torre nella Torre

 Vi lascio coi miei auguri da Città di Castello ed un assaggio del mio dolce preferito: le pinocchiate.

Cercate di passare un Natale sereno con chi vi vuol bene. Ci sentiamo presto, spero ancora nel 2011, salute permettendo..

venerdì 16 dicembre 2011

Va bene che è quasi Natale, però..

 Forse anche a causa delle relativamente migliori condizioni finanziarie, in Germania la sbornia consumistica natalizia inizia sempre prestissimo e diventa via via più ossessiva. Chi ha la pazienza di leggermi regolarmente sa già che per me il Natale è più che altro una festa religiosa e che mi limito a fare regali soltanto ai bambini di mia conoscenza (e dall'anno scorso, soprattutto ad uno..), sicché non sarete meravigliati di apprendere che io inizio a non poterne proprio più..

Già il fatto che i babbinatale rampicanti stiano inesorabilmente scalando pure le finestre tedesche non è un gran bel segno, converrete.

Buste kitsch come quella ricevuta la settimana scorsa dal mio macellaio, tuttavia, riescono a strappare un sorriso pure a me (il Babbo Natale con le sembianze suine m'ha conquistato, ebbene sì).

Però. 
Non posso più ascoltare la radio (ed a me, che vivo priva di tv, piace moltissimo e serve pure per informarmi) senza imbattermi in qualche lagna natalizia fritta e rifritta.. 
Per rendervi meglio l'idea del martellamento e del livello di saturazione raggiunta (perché non devo sorbettarmele solo alla radio, con quella è facile: o spengo o cambio canale. Eh no! Nei negozi non è così facile..), ho deciso di elencarvele in un climax ascendente..

Terzo posto:
Un motivo relativamente nuovo, che comunque già da una ventina d'anni torna puntuale come un esattore.

Secondo posto:

Nulla contro John, per carità, solo che Yoko è sfiatata da morire e pure con loro ormai si sono raggiunti dei livelli di programmazione oggettivamente eccessivi.

Primo posto (e qui vi voglio, ditemi un po' se non siete tutti concordi):

Lui, il più abusato, kitsch e ridicolo residuato degli Anni Ottanta più idioti. Per noi italiani, foriero di un (non ancora esaurito) filone cinematografico ad alta concentrazione di luoghi comuni, battute da osteria e buoni sentimenti noto col nome di "Cinepanettone".

Immagino che dopo cotanta hit parade mi sarete tutti più solidali.

Ora però, siccome sotto Natale sono appena un pochino più buona anch'io, vi lascio con alcune immagini carine in tema:

Alberone di Natale visto in centro. Una cosina sobria, nevvero?

Gli auguri del mio gestore telefonico in Italia.
 

Siegmund alle prese col suo primo, apprezzatissimo, panettone.

Ancora lui, stavolta intento a disfarmi la valigia.

Già, perché tra poco noi andiamo dai Nonni..

venerdì 9 dicembre 2011

Un post a fumetti


Ecco un avvistamento della scorsa settimana. 
Lo sapete, non mollo. Quando Siegmund sarà finalmente in grado di deambulare solo con le sue gambette (già lo farebbe, se non fosse che poi si stanca e comunque va sempre tenuto per la manina), solo allora Papà Siegfried manterrà la sua promessa del 2002 e ci regalerà Brunhilde - quella quadrupede.

venerdì 2 dicembre 2011

Di genitori forzatamente sprint, mamme eco-tirchione, differenze e convergenze

Alessandra, tanto per cambiare, aveva visto lungo. Ieri sera, dopo aver aspettato Papà Siegfried fuori dal suo ufficio, siamo andati verso la Kö col Ciofane che sbraitava e scalpitava da dentro il suo passeggino. Tempo di slegarlo da tutte le sue imbracature, che Siegmund è partito a razzo sul pavé più chic della città, scartando suo padre e puntando (come dribbla bene, oh!) ogni negozio alla sua portata (facilissimo, visto che alla Kö stanno tutti su di un lato solo).
Siegmund inizia a studiare il terreno

All'arrembaggio!

Incursione in boutique (dove, tra l'altro, Siegfried ha approfittato per misurarsi un favoloso cappotto..)

Assalto all'albero di Natale.

Alla fine, con molta fatica ed un supplemento di strilli (s'era rimesso a piovere), il recalcitrante Siegmund è stato risistemato sul suo veicolo e siamo riusciti ad entrare da MAC, che era la meta prestabilita. Per chi non lo sapesse (ripetiamo, a scanso equivoci, che non sono stata pagata ne' ricompensata dalla Estée Lauder Corp.), la mia marca di cosmetici preferita incoraggia le sue clienti a riportare in negozio le confezioni vuote di tutti i loro prodotti (la promozione si chiama "Back to MAC") ed in cambio (ne servono 6)..


TADAAAAAANN!! Regala loro un rossetto!! 


Tra l'altro, ieri (in occasione del World AIDS Day), tutti i commessi erano truccati a tema, con nastrini rossi (MAC vende tutto l'anno una linea chiamata VivaGlam, i cui proventi vanno ad una fondazione che assiste malati di AIDS) e trucco intonato. 
In Germania, a proposito - scusate la nota polemica ma non si possono leggere queste notizie nel XXI secolo - ci sono tutto l'anno cartelloni 6 metri per 3 con immagini di PRESERVATIVI (sì, Eminenz, ha letto bene: PRE-SER-VA-TI-VI!!!) e slogan incitanti alla prevenzione attiva.
Purtroppo, non essendo munita di una faccia abbastanza di gomma, sono uscita dal negozio senza immortalare l'altissima Drag Queen che stazionava in negozio. Non ho parole per descriverla, ve la lascio immaginare..

Chiudiamo il cerchio con un omaggio alla mia Madre Modello (Oh finiscila, eh!! Non provare a smentirmi, che non è possibile!!!), la quale nel suo post odierno esprime la mia stessa avversione alla sbornia prenatalizia come meglio non si potrebbe. 
Ecco, Alessandra, questo è per te..

Il pessimo gusto non conosce confini!!

giovedì 1 dicembre 2011

Corsi, ricorsi e rimbalzi

Qualora ve ne foste dimenticati, nel mio Olimpo Letterario il posto più alto - addirittura un millimetro sopra Tolkien e Thomas Mann - lo occupa Marcel Proust. Nessuno scrittore è o sarà più importante, per me. Lo amo così tanto da aver trascinato Siegfried al Père Lachaise, più di 12 anni fa, per accarezzare la sua lapide in segno di ideale ringraziamento. 
Chi di voi l'avesse letto (e se non l'avete fatto: rimediate!!) conoscerà il fenomeno descritto col nome "le intermittenze del cuore". Sono quelle che io a volte vivo, semplicemente fermandomi a riflettere tra un pensiero e l'altro. Oggi, per esempio, guardo il vetro appannato di vapore e mi rivedo, più giovane di alcuni inverni, nella carrozza del trenino regionale (affettuosamente definito "la diligenza") di ritorno a casa dopo le lezioni in Università. I vetri del finestrino sono ugualmente pieni di vapore, la carrozza è affollata di studenti e pendolari di ritorno (il convoglio è quello delle 17:30, da prendere al volo dopo aver fatto le montagne russe di corsa per le rinomate scalette spaccagambe del centro storico di Perugia). Fuori è buio, le giornate sono al minimo di luce. C'è la mia amica, che deve correre meno di me perché ha la Facoltà più in centro, ed altri compagni e conoscenti. Si ride, si scherza, s'inganna il tempo irragionevolmente lungo (75 minuti!) che impiega il trenino per coprire i 60 km. È l'inverno del 1998. Tutto sta per cambiare. Pochi mesi, ed io passerò sfolgorando l'esame con quello che diventerà il mio ammiratissimo Relatore, poi l'Erasmus, poi Siegfried, e poi una vita nuova ancora una volta. Il 1998 è un anno felice dopo un annus horribilis: nel giro di pochi mesi ho toccato il fondo con le dita e mi sono data la spinta per risalire su. La giovinezza m'aiuta, recupero bene e in fretta. Dieci anni più tardi sarà più dura, la fatica - anche perché l'annus in questione è ancora horribilius (mi ricordo bene i comparativi? Mica sono sicura, eh.. Tiratemi le orecchie, se ho sbagliato, ed abbiate pazienza: a Scienze Politiche non si fanno esami di latino) ed i guai si tirano la giacchetta a vicenda, mi sento Pechmarie. La spinta a risalire è più lenta, il rimbalzo non è fluido. Ma c'è.
Non sono più la studentessa di tanti inverni fa, ma sono una mamma che continua a voler imparare. L'acqua mi bagna soltanto lo strato esterno, io continuo a nuotare.

Marcel Proust

Avete appena condiviso una delle mie intermittenze del cuore - che, come ben sanno i Proustiani fedeli, sono legate ai turbamenti della memoria. 
Frequentissimi, nel mio caso, in questa stagione densa di ricordi.