giovedì 2 febbraio 2012

Il pilota automatico

Sarà l'abitudine a dovermi arrangiare per forza da sola, quando Siegfried è al lavoro. Sarà il mio carattere ostinato ed indipendente. Sarà che non m'è mai piaciuto ricevere lezioni a prescindere.
Fatto sta: detesto che mi s'insegni quel che devo fare con mio figlio. Finché sto qui a D'dorf me la cavo agevolmente: appena la iNonna 2.0 inizia ad usare continuamente frasi col congiuntivo esortativo la blocco, e prima o poi la comunicazione (Skype o telefonica) finisce. Quando sono in Italia diventa più dura, soprattutto se, come l'ultima volta, il piccolo è stato male e tutti, dico tutti si son messi a scialacquare consigli in gradazioni diverse, dallo sfumato al diktat. Stranamente poi, in situazioni simili si trasformano tutti in Professori emeriti di Pediatria applicata e teorica - e la presunta autorevolezza è inversamente proporzionale al numero di pargoli..
Per la cronaca, Siegmund è malato un'altra volta. Se fossimo in Italia, non ho dubbi che sarebbe di nuovo sotto antibiotici, qui invece la sua Pediatra preferisce lasciare che il virus faccia il suo corso ed intanto ha prescritto l'aerosol.

L'unico modo possibile per tenere buono un ragazzino di 18 mesi mentre gli reggo la mascherina in faccia..

Ecco, se a questo punto vi stesse venendo voglia di chiosare «Ah, ma guarda che però ..» oppure «Ma sei sicura che sia appropriato..», vi dispenso. Ci hanno già abbondantemente pensato altri, prima, ad  ammorbarmi diffidandomi (ad esempio) dall'uscire con Siegmund quand'è freddo. Meglio passare tutto il giorno in casa, in effetti, così diventiamo scemi tutt'e due e respiriamo sempre aria viziata, notoriamente ricca di batteri (ecco, ora, se ce ne fossero, sarebbe bello che eventuali lettori dai Paesi Scandinavi mi supportassero con le loro esperienze al freddo)! 
Se siete madri, o padri, sapete benissimo che quando il vostro pilota automatico vi dice «procedere», va bene così. Vado avanti spedita. 

P.S. Mi scuso per il tono polemico di questo inutile post. Ma mettetevi nei miei panni e capirete che, dopo quasi un mese passati ad ingoiarli, tutti quei rospi poi pogano nello stomaco..

14 commenti:

  1. Parlo anch'io dall'alto della mia esperienza nulla. Da quello che so e ho sperimentato sulla mia pelle, il freddo in sé, entro certi limiti, non fa nulla. Basta coprirsi. I problemi di solito insorgono con i grandi sbalzi di temperature o con le sudate che si lasciano asciugare addosso al freddo.
    Sono stato sufficientemente italiano? :-)

    Saluti

    RispondiElimina
  2. Ah ma non lo sapevi che sono tutti pediatri? ^_^
    Secondo me fai benissimo, su tutta la linea.
    Se vuoi farti due risate sull'assurdità delle persone leggi qui:

    http://bruskamenteee.blogspot.com/2011/10/ma-lallegria-non-e-piu-contagiosa.html

    Ti abbraccio e ti dono la mia solidarietà ^_^

    RispondiElimina
  3. @Dioniso: no, sei stato di buon senso. Immensamente - che poi sembrerebbe tanto facile e invece, te lo posso dimostrare, non è così ;-)
    @Bruskamente Famiglia: grazie per la solidarietà e per il link!

    RispondiElimina
  4. Mia mamma e' della stessa scuola del tuo pediatra tedesco e ha sempre lesinato antibiotici, se non strettamente necessari (io sono pure allergica a tutti quelli piu' comuni). Il risultato e' che ad oggi le rare volte che ho febbre mi basta un paracetamolo per riprendermi. Secondo me segui il tuo istinto che non sbagli! Poi Duesseldorf la conosco un po' e non mi sembra che le temperature siano siberiane. Imbacuccalo bene e uscite, che come dici giustamente tu a stare tutto il giorno in casa con un bimbo cosi' piccolo si va fuori di testa!

    RispondiElimina
  5. Che sono completamente d'accordo con te lo sai già, vero? ;)

    RispondiElimina
  6. E vai.
    Così ti voglio.
    QUa sono tutti pediatri, ma anche allenatori, fisici quantistici, letterati. Gli unici che non si trovano sono i competenti e gli assennati, quelli sono tutti andati all'estero :)
    Ciacco
    PS tieni duro contro l'abuso da farmaci! (ops. Vedi anch'io sono un'"esperta")

    RispondiElimina
  7. Prima o poi, se non l'ho già fatto in precedenza nel qual caso sei autorizzata a ricordarmelo e a darmi della rintronata, racconterò la triste storia del dolcevita di flanella.
    Comunque qui da noi nevica. Strano, vero? E' inverno e nevica! Non so quante volte mi sono già sentita raccomandare, telefonicamente, di coprire bene i bambini.
    Domenica scorsa effettivamente li ho ben coperti e scaravantati nel bel mezzo del giardino a giocare a palle di neve, nonostante l'influenza in via di guarigione del primo e il mal di gola incipiente del secondo. O la va o la spacca, mi son detta, perché privarli della gioia della prima nevicata? E' andata.
    Per loro.
    Io mi sto soffiando il naso ininterrottamente da domenica sera alle 19.00.

    RispondiElimina
  8. Le persone dovrebbero capire che avere opinioni non significa per forza esprimerle o giudicare gli altri...anche perchè in genere questi sono i primi a imbufalirsi se viene fatto loro notare qualcosa.Io ho scelto con mio marito di seguire SOLO quello che diceva il pediatra.Forse ci è andata bene,magari siamo stati fortunati,ma è filato tutto liscio.Poi quando tuo figlio crescerà le intromissioni diminuiranno,anche perchè tu avrai tracciato dei confini ben netti!!

    RispondiElimina
  9. @TUTTI: mi sono dimenticata di specificare che quando esco con Siegmund e, come oggi, la temperatura è sotto zero anche alle 14, lo imbacucco come un salame inglese! Lui sta nel suo passeggino-navicella, dentro la fodera di montoncino, ed ha soltanto il viso scoperto. E, ovviamente, nella mia borsa non manca mai un biberon di tisana calda. E, infine, possiamo anche raggiungere il centro in tram, fare un giretto là, e ritornare sempre coi mezzi pubblici. Non si creda che sono una madre scellerata, insomma.

    @Alessandra: no, non conosco la triste storia del dolcevita di flanella. Ti prego di raccontarcela, magari direttamente in un magnifico post di quelli che sai fare tu :-)))


    RispondiElimina
  10. Brunhi HAI RAGIONE!! Sai tu quello che devi fare, qui tutti danno consigli, mia madre addirittura mi ha detto, quando aveva la broncopolmonite, di portare mio figlio in montagna!! Mi spiace che stia ancora male, sono con te...

    RispondiElimina
  11. lastejan.wordpress.com02 febbraio 2012 21:17

    stesso problema, sempre in italia! sono nati addirittura dei litigi nella mia famiglia per queste intromissioni.
    in austria mi dicono che non fa affatto male uscire di casa un po' quando si è malati anche se fa freddo. a berlino il pediatra di un'amica (ci ho portato il mio) me l'ha addirittura caldamente raccomandato. solo in italia ti dicono di crogiolarti nei tuoi batteri! jan esce raffreddato anche con temperature polari (ovvio, coperto come un omino michelin) e ho notato che guarisce in frettissima e si ammala raramente.

    RispondiElimina
  12. Puoi guardare questo http://www.solna.se/sv/forskolor/nackrosens-forskola/vardnadshavare/arbetslag/trollskogen/
    È un asilo che sta sempre all'aperto tranne per il pranzo ed il riposino d'inverno. Altrimenti sempre fuori e nella natura.

    RispondiElimina
  13. Sono arrivata qua dal blog di Fefo. Mi sta simpatico il tuo blog. :) e anche i suoi protagonisti!

    RispondiElimina
  14. Quanta ragione che hai!
    Se fossi madre non permetterei a nessuno di rompermi le scatole su quello che devo o non devo fare.
    Ma ringrazio una madre che mai si interporrebbe tra me e i miei figli. (che comunque non credo avrò )

    Titti

    http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.com/

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.