giovedì 26 aprile 2012

Domandone per voi

Fino ad un anno fa ho avuto un account su facebook. Blindato, nel senso che non ero visibile nelle ricerche pubbliche e potevano aggiungermi ai loro contatti soltanto gli amici dei miei amici - ma l'avevo. Poi ho iniziato ad avvertire una certa insofferenza, che cresceva proporzionalmente ai contenuti (per usare un'espressione che impazza attualmente in Rete) da bimbiminkia. Perciò, in uno dei miei soliti moti, ho cercato le istruzioni per cancellare (≠ disattivare, che è apparentemente l'unica opzione presentata da fb) definitivamente l'accout, le ho seguite passo passo e mi sono liberata da questo peso. Quando Siegmund compirà due anni sarà già passato un anno dalla mia disintossicazione completa. È stata veloce, facile ed incredibilmente indolore, più di quanto pensassi. 


Perché mi vien voglia di condividere con voi questo pensiero? Martedì sera Siegfried e Siegmund sono stati dalla dentista. Il ragazzo s'è limitato a fare un incerto aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa mentre la dottoressa dava una sommaria occhiata in bocca, il padre ha fatto la pulizia. Al momento di ricevere il conto, Siegfried s'è visto porgere anche una lettera, con cui lo studio propone ai clienti uno sconto di 10€ in cambio di una raccomandazione su qype o altri motori di ricerca simili oppure del like su fb. 
Notate bene, che qui in Germania non c'è portone o cassetta postale in cui non appaia il ringhioso avviso: Keine Werbung!, Keine Werbezeitschriften!, e simili (perché se in Italia vi sembra di essere spammati di volantini dovreste vedere che delirio che è qua) - tutti puntualmente ignorati. Anche la postina porta un giornaletto a tema, per dire, non credete che quest'abitudine l'abbiano inventata in Italia.
Per cui, per abusare ulteriormente delle citazioni à la Carrie Bradshaw non potei fare a meno di chiedermi: «Perché rifiutiamo a priori di ricevere volantini e pubblicità e poi siamo pronti e disposti (a volte con entusiasmo) a lasciarci invadere nei nostri spazi privati da altre forme, più indiscrete e pericolose?»
Sapete dirmelo, voi?


P.S. Ovviamente non sono rimasta inerte di fronte all'acquisizione di Instagram da parte di fb. Per ora, visto che immagino che presto cambieranno le condizioni d'uso ed arriverà la pubblicità, ho cancellato tutte le foto di mio figlio. Più avanti sono pronta a salutare tutti e chiudere - d'altronde sono un'esperta.

27 commenti:

  1. non so, a me non danno fastidio i volantini e neanche la pubblicità su fb. fb mi crea altri tipi di fastidi, tipo essere aggiunta da persone che non conosco o con cui non siamo amici. ma a volte si è rivelato utile, tipo quando hanno rubato il portafogli al capitano e un ragazzo l'ha ritrovato con i documenti e l'ha contattato. almeno qualcosa l'abbiamo recuperata (tipo la patente).

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    1. Per non essere aggiunta basta solo non farti trovare da tutti, come facevo io..

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    2. ma io mi riferisco anche agli amici degli amici. il mio profilo è già abbastanza blindato...

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    3. E allora applica il blocco preventivo ;-)

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  2. A essere sincera non sono contraria a prescindere ai volantini: a volte vi ho trovato delle offerte veramente interessanti e convenienti. L'importante è non farsi traviare dai colori, dalle scritte sberluccicose e invitanti, dagli "Eccezionale solo per oggi" e trarne soltanto le cose di cui abbiamo VERAMENTE bisogno. Un po' come nei social network.

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    1. Alessandra, purtroppo tu non rappresenti la media. Ahimè.
      (Oh, sappi che non me ne sono andata a causa tua eh..)

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  3. Su streamzoo ci sono anche io :-) Ero in cerca di alternative...
    Quale consigli?

    Per il resto che posso dire io, che la pubblicità mi da da mangiare? :-(
    E' vero che mi occupo molto più di design istituzionale e non di campagne pubblicitarie, ma sempre lì stiamo.
    Sono con te, ma non posso tagliarmi fuori da una fetta di nuovo business, sarei rimpiazzata in massimo 3 secondi se non rimango aggiornata.

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    1. Mah, a malincuore devo dire che finora (anche se Streamzoo mi sembra relativamente il migliore) Instagram resta una spanna abbondante sopra. Come facilità e tutto il resto. Sul capitolo pubblicità, a me piacerebbe che le ditte incoraggiassero un approccio più attivo da parte del consumatore, tipo su Twitter. Se m'interessa il tuo marchio (e ne seguo alcuni), ti cerco io. Ma senza essere tampinata continuamente, sennò soffoco!

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    2. Completamente d'accordo con te. In Italia siamo lontani da questo concetto di pubblicità. I grandi numeri almeno. Poi c'è qualcuno che ci prova, senza rinunciare a quella più tradizionale purtroppo.

      Mmmm anche per instagram rimane ancora il migliore, vedremo...

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  4. Che dirti Bru, la privacy è una semplice presa in giro, fondamentalmente, e mi fa un po' sorridere tutta questa bagarre quando poi siamo spiati in ogni dove e chiunque tra un po' saprà quanto denaro abbiamo in banca e quanti bagni in casa.
    Onestamente, non me ne preoccupo granchè.
    I volantini volano letteralmente dalla buca delle lettere alla spazzatura, i social network non mi infastidiscono più di tanto.
    Ma è perchè sono narcisista e voyerista: credo siano le cause principali dell'iscrizione e della vita on Facebook.
    Non sono ipocrita e me lo riconosco.
    Instagram mi diverte e non mi interessa chi lo acquisirà, come del resto Pinterest, li uso e basta.
    Forse sono stupida e faccio male, che ne so...
    Un bacio enorme!

    Titti

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    1. Però, vedi, c'è una differenza: fb pretende di conoscere i tuoi veri dati anagrafici (chi usa pseudonimi, in teoria, infrange le condizioni d'uso!) e tutto il resto. E con le tue foto può farci quel che gli pare, o almeno poteva - ora non so visto che non mi riguarda più.
      Su Twitter, Instagram e qui mi chiamo Brunhilde. Non perché io abbia qualcosa da nascondere, è soltanto perché non ho voglia di condividere tutto della mia vita. Non interessa a nessuno e non mi piacerebbe nemmeno non avere più spazi riservati a me!

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  5. oggi mi sento proprio tirato in causa ;-)
    i social network, fb in testa, fanno parte del mio lavoro quindi riproporrò il vecchio adagio secondo il quale non sono nè buoni nè cattivi, sono solo uno strumento che va usato in modo intelligente.
    Ci sono mille cose che adoro dei social network, non ultima la possibilità di essere in contatto (virtuale) con le opinioni di persone distanti da me, fisicamente e culturalmente.
    La privacy? Gli strumenti per difenderla ci sono, ma in pochi li usano... quindi di chi è "colpa"?
    Alle volte la pubblicità infastidisce anche a me, soprattutto se è quella di prodotti inutili o che non uso... ma davvero non ci serve il volantino del supermercato? e che male ci fa quello di MediaWorld?
    A me sembra carina l'idea di ringraziare con uno sconto a chi lascia un feedback positivo sui nostri servizi...
    Perchè allora non giriamo la frittata? fb&friends offrono un servizio gratuito per l'utente finale, e ne hanno molti... le aziende devono promuovere loro stesse e soprattutto, finalmente, ASCOLTARE e DIALOGARE con i propri clienti... sommando questi elementi si ottiene come risultato la presenza delle aziende sui SN, in modi più o meno eleganti, con forme di promozione tanto più targettizzate (=calzanti rispetto ai nostri gusti o abitudini) tanto più riveliamo di noi... insomma... ok privacy, ma se io faccio la spola tra Umbria e Londra, in fondo, le offerte dei ristoranti della perfida Albione mi interessano!
    Le posizioni e gli argomenti sono tanti, in un campo e nell'altro, ma secondo me il più forte è che il tema principale è l'IMMATURITA' nell'uso dei SN piuttosto che la loro inutilità o perfidia...
    rilancio la discussione con #whySN

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    1. Ecco, allora usando un tuo concetto: secondo me Twitter è il SN più maturo. Meno invasivo, più comprensivo ed universale.
      E notate bene, non solo tu ma tutti voi commentatori (grazie per le vostre opinioni!) che io non ho detto che mi secca ricevere volantini e pubblicità! Ho spiegato che qui ogni portone ha il cartello (inutile) col divieto di lasciarne.. Però chi lascia il volantino non è a conoscenza del mio nome, cognome, data di nascita (che poi è un attimo ricomporre il codice fiscale, per dire, se sei allenato..), titolo di studio eccetera eccetera. C'è una qualche differenza, ammetterai.

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  6. Cara Brunhilde, non saprei. Io uso Facebook, ma solo quello. No a Twitter, no a PiCasa, no a Google+, no a Instagram, no al social network del fruttarolo dietro casa (poco ci manca) e quant'altro. Perché alla fine davvero non sai chi può usare i tuoi dati e le tue foto e come: tu posti innocentemente che ti gratti il mento in ufficio e BOOM che na sai che il tuo capo non viene a leggere quelle parole e pensa che non stai lavorando? Per dire. Su Facebook ci sono due foto mie in croce, non metto mai niente di personale e insomma lo uso nella maniera più limitata possibile. Se ti sei cancellata l'account perché ti sentivi a disagio, hai fatto bene. ma credo che, in realtá, non sia mai cancellato del tutto e rimanga come lì sospeso nel web. Big Brother is watching you!

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    1. Beh, se non l'hanno cancellato del tutto sono davvero cavoli loro, dopo.. Non perché io abbia mai insultato nessuno o scritto chissà che cosa di compromettente. Però, sono fatti miei e se non voglio più starci loro devono rispettare il mio diritto ad essere dimenticata.
      Ma ci pensi, poi, che tempo fa ho sentito alla radio, qui, che ci sono aziende che vanno a controllare il profilo fb dei loro candidati? Che sta diventando?

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    2. Certo che i reclutatori vanno sui profili FB&friends! quello che racconti di te sui SN non dovrebbe essere uno specchio di quello che sei davvero?
      Io non credo ci sia niente di male nel curare il proprio "aspetto pubblico" mentre maleducazione e sparate da gradassi sono fuori luogo lì come nella vita vera, a meno che uno non se ne faccia vanto...
      chi viene nel mio profilo vede quello che io SCELGO di rendere pubblico di me, che equivale a quello che io racconterei di me ad una cena; altre cose sono riservate alle persone che ritengo intime, altre ancora sono condivisioni one-to-one.
      SCEGLIERE e MATURITA' sono le chiavi, imho

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    3. E allora LinkedIn che ci sta a fare? Non mi piace l'idea che qualcuno frughi nel mio profilo privato, soprattutto se penso che qua in Germania si vorrebbe proibire di scrivere l'età nelle candidature per un lavoro. Alla fine contano cv e referenze, basta.

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  7. Ho un account Fb con il mio vero nome, pochissimi amici ma mi sta venendo un po' a noia.
    Per quanto riguarda la questione che hai posto, io ho riscontrato tanta ignoranza e immaturità in materia.
    Avevo raccomandato ad una conoscente di non pubblicare foto di suo figlio assieme ad altri bambini (e i genitori non erano a conoscenza della pubblicazione) e non ha capito il perché...

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    1. Ecco, hai capito anche perché dal mio Instagram sono sparite le foto di Siegmund (che comunque era sempre di spalle o non inquadrato in faccia)!

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  8. io ho un profilo facebook personale con pochi amici e fino ad ora l'ho trovato piacevole perchè era un modo per condivere pensieri con amici lontani. Ultimamente noto un incrementarsi di "ho giocato a" piuttosto che frasi più o meno celebri, stralci di canzoni, se sei d'accordo condividi sulla tua bacheca è quello che odio di più...insomma tutta una serie di cose che cominciano a darmi fastidio, scorro velocemente e vado solo a quel paio di persone con cui mi interessa rimanere in contatto. Quanto alla questione bimbi, mio marito mi ha sempre chiesto di non pubblicare le foto delle bambine in maniera palese e ne capisco il motivo solo in rarissimi casi il viso delle bimbe era visibile.

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    1. Confermi ulteriormente di essere una donna saggia.

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  9. Anche io la penso fondamentalmente come Riccardo. I social network, sono strumenti, sta a noi saperli utilizzare nella maniera corretta. Liberarsi completamente da questo tipo di messaggi o "invasioni" di privacy non è praticamente possibile (niente più tessere del supermercato, niente più telefono, niente più televisione, niente più internet, ecc...), ci rimane quindi imparare a gestirle correttamente e difendersi dai messaggi sgraditi. I modi, volendo, ci sono.

    Leggere ad esempio quello che si firma o per cui si sta dando un consenso, un'abitudine tanto semplice quanto poco diffusa. Così come le cose che dice Bianca sulle foto dei bimbi, le trovo verissime. Io che non sono un genitore, mi stupisco della superficialità di alcune persone nel pubblicare alcune cose che sarebbe opportuno tenere per sè o, comunque, non diffondere.

    Ai volantini io sono contraria, semplicemente in un'ottica ecologica. Tonnellate di carta, che spesso e volentieri vanno anche a sporcare le strade e non vengono riciclati. Consultarli online lo trovo sicuramente più sostenibile ed anche più comodo. Per il resto, li trovo utilissimi. ;-)

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    1. Il problema dei social networks, o di fb in particolare, è che spesso chi li gestisce cambia le impostazioni e le regole della privacy come più gli aggrada e senza consultare gli utenti. Da un giorno all'altro, ricordo, tutti i profili (se non espressamente indicato altrimenti) diventarono pubblici. E non oso immaginarmi che conseguenze abbiano questi continui cambi d'impostazioni sui dati personali. Chiaramente, sta a noi evitare di raccontare troppo. Ciò non toglie, però, che io preferisca di gran lunga Twitter perché, ripeto, a mio avviso è più maturo. Non ci sono necessariamente rapporti biunivoci (mi puoi seguire ma non sono obbligata a ricambiare), non è obbligatorio fornire nome, cognome, titolo di studio ecc. ecc. Le conoscenze più interessanti le ho fatte proprio lì, non su fb. Sulle foto dei bimbi temo che ci sia da ravvisare una forma di esibizionismo, scusa la franchezza ma una madre che allatta compiaciuta un bambino cresciuto (e svezzato) non può più argomentare "lo faccio per la causa".

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  10. Non sono su Facebook :)
    (Però ho il blog e sono su LinkedIn,...hmmm...)

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  11. interessante post che mi trova d'accordo, non sono su fb direttamente ma indirettamente tramite una associazione che ho creato, una delle socie crede che sia utile per farci trovare, alla fine secondo me la,bacheca e' diventata una serie di citazioni di gente che non conosco in quanto amici di amici, lo controllo solo per vedere se qualcuno ci contatta tramite fb ma per ora non mi pare! sarà che sono un po' impedita sui social network,preferisco twitter, meno invasivo anche e poi per il lavoro linkedin, se una azienda mi vuole cercare cosa gli importa dove vado in vacanza o quanti hobby ho..ma mi sa che sono una Mosca bianca, molti pensano che gli hobby siano importanti ..io li trovo invasione della privacy almeno all'inizio.

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    1. Per quel che mi ricordo, anche sulle pagine delle varie associazioni/ditte che seguivo arrivavano continuamente i link degli spammers. Oppure le citazioni per bimbiminkia da parte di account farlocchi. Per la sfera lavorativa c'è LinkedIn, e infatti ci sono e me lo tengo ben lucchettato (anche perché, attualmente, sono fuori dai giochi e quindi non ho nulla da aggionare) in attesa di futuri sviluppi. Il punto, però, è che non si può mischiare tutto in un solo calderone: il lavoro è una sfera e la vita privata un'altra - tant'è vero leggo spesso su Twitter gente che si lamenta: "il mio capo m'ha chiesto l'amicizia su fb, che faccio?"

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