mercoledì 9 maggio 2012

Sfumature, speranze sfumate, dicotomie apparenti da Basso Impero e domande aperte.

Da quando c'è Siegmund tornare dai Nonni in visita è un pochino più complicato. Devo organizzarmi con maggior anticipo e, per evitare di stressarlo troppo, mi fermo sempre almeno un paio di settimane. La mia routine consiste nell'arrivare da sola col ragazzo, aspettare 10/15 (anche 20) giorni a Città di Castello e poi ripartire con papà Siegfried, che in genere resta l'ultima settimana. Dall'ultima tournée in Patria ad oggi sono passati quasi 4 mesi, durante i quali la iNonna s'è consolata della distanza con lunghe conversazioni via Skype (grazie, Steve).

Ogni volta che torno in Italia, tuttavia, appena scesi dall'aereo ed oltrepassato il varco della zona arrivi, il flusso di coscienza delle sfumature tra Germania ed Italia inizia ad attraversarmi come un fascio di neutrini. Stavolta sono rimasta stupita nel notare come, tra i soliti gruppi di autisti-accompagnatori di comitive-tassisti e affini che attendono i passeggeri col cartello con su scritto Frau Brunhilde ce ne fosse uno che si distingueva per il tipo di supporto. Mentre gli altri infatti reggevano un cartone con scritto (a mano o al massimo stampato) il nome della persona da ritirare, lui aveva.. un iPad!!! Notevole, nevvero? E già lì ho pensato che il motto di Oscar Wilde, posso privarmi di tutto tranne che del superfluo, si adatti particolarmente alle abitudini consumistiche del nostro Paese. Durante la sosta in Autogrill col nostro ormai-quasi-autista-fisso, Riccardo (ripetete con me, tutti insieme: GRAAAAZIEEEE, RICCARDO!!), poi, ho nuovamente notato come il trend wannabetronista vada per la maggiore fra gli italiani di genere maschile tra i 14 ed i 55 anni: occhiale-parabrezza, sopracciglio pinzettato, carnato lampadato, maglietta con logo bene in vista e scollo profondamente a V che esalta il petto depilato su cui spicca la catenona modello bicicletta - dulcis in fundo. Non che in Germania non ci siano i burini, eh!, solo che lassù o sono rimasti fermi agli anni Ottanta oppure non tentano di darsi questa patina finto-chic per nascondere la propria tamarraggine. Studiano meno, forse, e sono più spontanei - diciamo che il burino tedesco è ancora un diamante grezzo, ecco. Comunque, non sono belle cose da vedere quotidianamente. Sopratutto se le aggiungiamo al fatto che, puntualmente, ogni volta che torno qui trovo meno negozi aperti - gli unici in controtendenza sono le agenzie immobiliari. Qua potrei chiosare come per i nostri connazionali il possesso di quattro mura, anche prefabbricate, tirate su in fretta, senza alcuna attenzione all'efficienza energetica o all'estetica, sia ben più di uno status-symbol (e sembri contraddire quanto ho teorizzato sopra, sulla scorta di Oscar Wilde). Salvo poi trovarsi senza lavoro, ricevere un'offerta fuori regione e rifiutarla «perché ormai ho comprato casa qua - e non ho finito di pagarla». Non sarà soltanto per questo particolare, ma il fatto che i tedeschi siano più portati a trasferirsi armi e bagagli, con famiglia al seguito, in presenza di valide offerte lavorative, forse contribuisce a spiegare in minima parte le differenze nella crescita dei rispettivi PIL.
Ultima chiosa: l'altro ieri, ascoltando la radio, ho sentito una frase tipo «le severe misure economiche  che la Cancelliera Merkel sta imponendo all'Europa».. Ma veramente vi raccontano 'ste caprate??
No, perché nel caso avrei una precisazione da fare e una domanda da porvi:
Precisazione: Frau Merkel è un Doktor in Fisica. In quanto Bundeskanzlerin, rappresenta il proprio Paese ma vi garantisco che chi detta la linea economica è il suo collega di Governo e di partito, il Ministro delle Finanze Schäuble. Quindi, se proprio volete immaginarvi il tedesco severo/Babau, visualizzate lui. Se proprio, ripeto.
Domanda: si può sapere perché la Bundesrepublik dovrebbe ulteriormente indebitarsi per salvare un Paese che non ha saputo far pagare le tasse a tutti? Perché mai, tra una ventina d'anni, Siegmund dovrebbe rischiare di avere meno ore di lezione all'Università o meno prestazioni da parte dello Stato Sociale? Nel suo caso potrei ancora capire, visto che Siegmund è pure italiano. Ma perché deve darglieli lui, all'Italia, i soldi che tanti furboni nullatenenti ma proprietari di panfili non hanno pagato (e continuano a non pagare)?

20 commenti:

  1. Io. Ti. Amo.
    Sono d'accordo su tutto.
    Posso linkare questo tuo post nel mio blog?

    P.S.: "il burino tedesco è ancora un diamante grezzo" mi ha uccisa, hahaha! Quant'è vero!!

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  2. Quando sono arrivata al diamante grezzo sono morta dal ridere :)

    Per le considerazioni sulla Merkel, credo che solo la minoranza degli italiani si interroghi seriamente su quello che sta succedendo. Pensano solo a postare cose assurde su fb...

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    1. Capisco su fb, ma quel che m'inquieta -seriamente!- è che quella frase l'ho ascoltata in un servizio del Giornale Radio RAI! Il servizio pubblico, capisci, diffonde questa versione dei fatti!! Come si fa?

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    2. Mah! Secondo me il livello è lo stesso :(

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    3. il livello è assolutamente los tesso, e anche gran parte della stampa è allineata. Per trovare buoni articoli, tipicamente devo rivolgermi alla carta stampata e autori che conosco (e di cui condivido la linea)....
      Cmq sì...in italia ci propinano la storiella della Merkel cattivona. Ho vissuto 5 mesi a Berlino e in passato un mese a Lipsia.... e concordo su tutta la linea con te :)
      inclusi i diamanti grezzi! :D:D:D

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  3. uhm...ora dicci qualcosa di carino :-)

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  4. Sui burini, credo dipenda molto dall'ambiente in cui ti capita di trovarti. Io tronisti in giro non ne vedo più tanti e nemmeno di agenti immobiliari in verità, almeno da quando il mercato è in crisi nera e non vendono nemmeno le case alle aste giudiziarie.
    Sui tedeschi: mah! io il tedesco medio lo capisco e fossi lui, probabilente rivorrei il marco con molta più convinzione e anche cognizione di quanta ne abbiano quelli che rivogliono la lira o la dracma. Se però fossi la Merkel, o chi regge il dicastero economico nel suo governo (davvero i tedeschi chiamano per nome tutti i ministri degli stati esteri se parlano di una linea politica altrui? precisi eh!) seguirei la linea del rigore e dell'aiuto. Se casca l'Italia casca la UE o la smontano prima o gli tocca darci una mano. E in fondo, non solo a noi, non trovi?

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    1. L'unico problema, non da poco, è che il deficit italiano è il terzo più imponente del mondo dopo USA e Giappone. Abbiamo più debiti della Germania, il che non renderebbe facile un eventuale salvataggio, ammetterai.
      Il marco non converrebbe, poi, perché la Germania esporta moltissimo e l'euro rende i suoi prodotti convenienti. Questo i tedeschi lo sanno e lo vedono benissimo e, ti dirò di più, quelli con cui di solito parlo non sembrano nemmeno seccati dal fatto che altri Paesi dell'euro chiedano il loro aiuto economico. Per questo trovo particolarmente antipatico (per usare il primo eufemismo che mi viene in mente) dipingere la Cancelliera come una maestrina pignola. Il fatto che le varie agenzie di Rating si riservino di declassare pure la Germania (tutti questi aiuti fanno salire il deficit, ribadisco) sarebbe altrettanto deleterio. Ed io non considero le agenzie di rating come dei nemici.

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    2. coosco il nostro debito pubblico da guinness ed ho anche una mia idea su cosa l'abbia causato e su cosa bisognerebbe (anche)fare, infatti mi pare di averti detto che il rigore è, secondo me, necessario.
      Resto della mia idea secondo la quale il salvataggio dei vari paesi dell'area euro in difficoltà, Italia compresa, sia e sia percepito come una necessità, un male minore se vuoi rispetto all'abbandono dell'area euro stessa.
      Sulla maestrina...perdonami ma dopo anni di berlusconismo devo essere assuefatta, certe cose non mi colpiscono nemmeno più, non ci fo caso.
      Magari, se ti va, cercati su youtube Crozza che fa la MErkel attratta da Monti.
      That's Italy

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    3. Già, ma il rigore inizia da qui. Da noi. Dal cittadino che pretende la correttezza dall'idraulico o dal medico che dicono: Sono 70€ senza oppure 100 con fattura. Dal dipendente pubblico che non telefona con l'apparecchio di servizio o che durante l'orario di lavoro se ne va a farsi i fatti suoi. Dal politico che paga i contributi al suo portaborse, per cui incassa un cospicuo rimborso. Ecco, mi pare che soprattutto la nostra classe politica non dia un esempio di morigeratezza in fatto di spese. Come si fa a contentersi di pensare: Tanti c'è l'Europa a salvarci, se lo sport nazionale è dimostrare di essere più furbi del prossimo?

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    4. davvero ti sembra che io volessi dire questo?
      perchè se è così devo fare qualcosa per le mie capacità espressive e subito.
      Io credo che questo paese sia messo così male perchè quasi nessuno puó davvero dirsi pienamente onesto e ligio mentre tutti si sforzano e gridano e si agitano per cercare di dare la colpa agli altri. Elettori ad eletti, dipendenti ad autonomi, autonomi a dipendenti, giovani a vecchi e viceversa. gente che si dà una scrollata e cerca nel suo piccolo, di dire qualche no, sempre poca.
      E' per questo che non ci credo, anche se ci spero.
      ciacco

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    5. Abbi pazienza, sai, ma mentre rispondo a te mi frullano in testa tante altre cose. Ripenso alla iNonna che è stata convinta, per assuefazione mediatica - ad esempio - che la Merkel non vuol aiutarci (facile, facilissimo - è un costume tipico italiano! - trovare sempre la congiura ed il capro espiatorio). A tutta l'equità e le liberalizzazioni che erano state annunciate all'alba del Governo Monti (e poi? Taxi? Orari dei negozi? Farmacie e parafarmacie? Ordini professionali, poi??) e addirittura ad un dossier, magnifico nella sua impietosità, che Spiegel dedicò due anni fa alla Grecia, in cui si narrava come la corruzione e la furberia fossero uno sport nazionale (esempio che non ho potuto dimenticare: la truffa coi fondi PAC. Tutti i proprietari di pecore di un'isola si misero d'accordo per aspettare l'ispettore che erogava i fondi e se le prestarono a vicenda, in modo da aumentare l'importo che l'UE sovvenzionava per ogni singolo capo) e si prevedeva (tragicamente) che i furbi avrebbero esportato i capitali in tempo ed alla fine ci avrebbero rimesso i più «fessi».

      Non c'entra molto coi tuoi commenti, me ne rendo conto. Ma mettiti nei miei panni, io lassù parlo poco l'italiano (solo con Siegmund e suo padre) e vedo la realtà da un'altra dimensione. Ritrovarmici immersa dentro mi bombarda, come ho detto nel post, peggio di un fascio di neutrini. E con la vecchiaia che avanza si fatica un po' a star dietro ai propri pensieri ed a metterli tutti in ordine, abbi pazienza.

      Comunque, per i motivi che citi anche tu, sono concorde con la tua impressione. Non ho grosse speranze, però.

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  5. Cara Brunhilde dopo qualche settimana di lurkaggio con questo post mi hai "costretto" a uscire allo scoperto. E sottoscrivo in pieno tutto quello che hai scritto. In particolare con la figaggine che ogni esemplare maschile sfoggia nella Repubblica dello Stivale. E me ne sono accorto giusto ieri in treno (si sono tornato per una breve trasferta in madrepatria)appena valicato il Brennero. Fighetti raybanati con la sigaretta da accendere in bocca aspettavano ai binari sfoggiando magliette di carta velina dalla scollatura a V ombelicale, esibendo sguardi tormentati da uomini vissuti una volta saliti sul treno. Ho capito subito che ero rientrato in Italia a tutti gli effetti...

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    1. Urrà, ho stanato un lettore!!! Che piacere!
      Certo che sei coraggioso a fartela tutta in treno, eh. Quando Siegfried viveva a Bayreuth l'ho fatto anch'io, tante di quelle volte che ormai non resisterei più.
      Ora passo a trovarti, che sono curiosa :-)

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  6. Tra i segni distintivi del burino italiano aggiungerei anche la maglietta col teschio a marchio Corona e il tatuaggio di Padre Pio in bella vista. Comunque non saranno mai così tamarri come sanno esserlo certi italo-americani, questo è sicuro.
    Per quanto riguarda la Germania, anch'io sui giornali italiani on-line continuo a leggere cose che non mi piacciono. Alla fine la Germania non può reggere la baracca per sempre, se poi in Italia (come in Grecia, in Spagna, in Portogallo ecc.)la produttività rimane bassissima, si continuano a premiare gli evasori e si pretende di andare tutti in pensione a sessant'anni.

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    1. E BRAVA!!! Il teschio me l'ero scordato nella fretta, hai stra-ragione (e, lo sai?, a D'dorf ha aperto un negozio di un marchio da tronisti, pieno di queste ciofeche e con proiettore che mostra i vari costantini alla sfilata.. gasp), grazie per avermelo fatto presente.
      Sui tamarri americani non sono abbastanza documentata, peccato. E sì, poi, che mi piacerebbe.
      Sul piano economico mi trovi assolutamente concorde: è esattamente come dici tu.
      Clap, clap, clap.

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  7. l'Italia è stata governata (e lo è ancora mi sa :(() da gente incapace e corrotta. nulla da dira, anzi penso pure che ce la siamo meritata e chissà che impariamo la lezione , però non si può negare che la Germania è governata ottimamente, nel senso che ragiona in base ai propri interessi, ma solo quelli. L'euro è stato creato su misura del marco e se prima qualcuno (gli incapaci, appunto) non ne avevano capito il vantaggio, credo che ormai sia chiaro a tutti.
    Detto ciò, tanto di cappello, hanno vinto loro e noi bisogna che ci inventiamo un modo per riprenderci senza chiedere aiuti a destra e a manca, che si sa gli amici spariscono nel momento del bisogno.

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    1. Preferisco non sbilanciarmi sulla politica economica interna tedesca, però non credere che anche lì siano particolarmente lungimiranti eh..
      A noi italiani l'euro ha dato stabilità, evitando le continue svalutazioni con cui nei decenni scorsi si tirava a campare. Ovviamente, aveva anche questa contropartita - che da alcuni anni hanno tutti finto di dimenticare - che si chiama Patto di Stabilità..

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