Da quando c'è Siegmund tornare dai Nonni in visita è un pochino più complicato. Devo organizzarmi con maggior anticipo e, per evitare di stressarlo troppo, mi fermo sempre almeno un paio di settimane. La mia routine consiste nell'arrivare da sola col ragazzo, aspettare 10/15 (anche 20) giorni a Città di Castello e poi ripartire con papà Siegfried, che in genere resta l'ultima settimana. Dall'ultima tournée in Patria ad oggi sono passati quasi 4 mesi, durante i quali la iNonna s'è consolata della distanza con lunghe conversazioni via Skype (grazie, Steve).

Ogni volta che torno in Italia, tuttavia, appena scesi dall'aereo ed oltrepassato il varco della zona arrivi, il flusso di coscienza delle sfumature tra Germania ed Italia inizia ad attraversarmi come un fascio di neutrini. Stavolta sono rimasta stupita nel notare come, tra i soliti gruppi di autisti-accompagnatori di comitive-tassisti e affini che attendono i passeggeri col cartello con su scritto
Frau Brunhilde ce ne fosse uno che si distingueva per il tipo di supporto. Mentre gli altri infatti reggevano un cartone con scritto (a mano o al massimo stampato) il nome della persona da ritirare, lui aveva.. un iPad!!! Notevole, nevvero? E già lì ho pensato che il motto di Oscar Wilde,
posso privarmi di tutto tranne che del superfluo, si adatti particolarmente alle abitudini consumistiche del nostro Paese. Durante la sosta in Autogrill col nostro ormai-quasi-autista-fisso,
Riccardo (ripetete con me, tutti insieme:
GRAAAAZIEEEE, RICCARDO!!), poi, ho nuovamente notato come il trend
wannabetronista vada per la maggiore fra gli italiani di genere maschile tra i 14 ed i 55 anni: occhiale-parabrezza, sopracciglio pinzettato, carnato lampadato, maglietta con logo bene in vista e scollo profondamente a V che esalta il petto depilato su cui spicca la catenona modello bicicletta -
dulcis in fundo. Non che in Germania non ci siano i burini, eh!, solo che lassù o sono rimasti fermi agli anni Ottanta oppure non tentano di darsi questa patina finto-chic per nascondere la propria tamarraggine. Studiano meno, forse, e sono più spontanei - diciamo che il burino tedesco è ancora un diamante grezzo, ecco. Comunque, non sono belle cose da vedere quotidianamente. Sopratutto se le aggiungiamo al fatto che, puntualmente, ogni volta che torno qui trovo meno negozi aperti - gli unici in controtendenza sono le agenzie immobiliari. Qua potrei chiosare come per i nostri connazionali il possesso di quattro mura, anche prefabbricate, tirate su in fretta, senza alcuna attenzione all'efficienza energetica o all'estetica, sia ben più di uno
status-symbol (e sembri contraddire quanto ho teorizzato sopra, sulla scorta di Oscar Wilde). Salvo poi trovarsi senza lavoro, ricevere un'offerta fuori regione e rifiutarla «
perché ormai ho comprato casa qua - e non ho finito di pagarla». Non sarà soltanto per questo particolare, ma il fatto che i tedeschi siano più portati a trasferirsi armi e bagagli, con famiglia al seguito, in presenza di valide offerte lavorative, forse contribuisce a spiegare in minima parte le differenze nella crescita dei rispettivi PIL.
Ultima chiosa: l'altro ieri, ascoltando la radio, ho sentito una frase tipo
«le severe misure economiche che la Cancelliera Merkel sta imponendo all'Europa».. Ma veramente vi raccontano 'ste caprate??
No, perché nel caso avrei una precisazione da fare e una domanda da porvi:
Precisazione: Frau Merkel è un
Doktor in Fisica. In quanto
Bundeskanzlerin, rappresenta il proprio Paese ma vi garantisco che chi detta la linea economica è il suo collega di Governo e di partito, il Ministro delle Finanze Schäuble. Quindi, se proprio volete immaginarvi il tedesco severo/Babau, visualizzate lui. Se proprio, ripeto.
Domanda: si può sapere perché la
Bundesrepublik dovrebbe ulteriormente indebitarsi per salvare un Paese che non ha saputo far pagare le tasse a tutti? Perché mai, tra una ventina d'anni, Siegmund dovrebbe rischiare di avere meno ore di lezione all'Università o meno prestazioni da parte dello Stato Sociale? Nel suo caso potrei ancora capire, visto che Siegmund è pure italiano. Ma perché deve darglieli lui, all'Italia, i soldi che tanti furboni nullatenenti ma proprietari di panfili non hanno pagato (e continuano a non pagare)?